Il Nepal non è un paese facile. Lo sfruttamento lavoratvo dei minori è all’ordine del giorno. Bambini di età compresa tra gli 8 e i 14 anni, sia maschi che femmine, sono la forza lavoro principalmente impiegata nelle decine e decine di fabbriche di mattoni sorte nella valle di Kathmandu. I piccoli provengono dalle terre agricole e dalle periferie più remote, e si affannano per aiutare le loro famiglie che, costrette dalla povertà, si affollano nella valle, spinte dalla necessità di racimolare qualche rupia per sfamarsi a fine giornata o per saldare un debito. Le condizioni lavorative sono disumane: sicurezza lavorativa inesistente, mancano spesso l’acqua potabile, i servizi igienici, l’assistenza medica in caso di infortunio, nonché strutture abitative dove poter soggiornare nel periodo lavorativo. Ovviamente la salute ne risente in maniera pesante: danni respiratori (insorgenza continua di cancro ai polmoni) ed ortopedici (la colonna vertebrale è la più colpita) sono all’ ordine del giorno. E’ una triste e sconvolgente realtà che l’occidente non vede. Purtroppo così viene tolto un pezzo di vita ai bambini nepalesi, che non possono permettersi neanche di giocare. Varie organizzazioni umanitarie si stanno impegnando per sradicare, o quantomeno contenere, questo infausto fenomeno. Ma è difficile, molto difficile.

Nepal_Lavoro minorile_2015
"Per poche rupie al giorno"