Arrivando di sera a Gornja Bistra, dall'ampio parco che riflette le luci da dentro il Castello barocco, puoi anche per un attimo immaginare che dopo aver suonato, un cameriere impeccabile aprirà facendosi porgere il tuo invito per la splendida festa in corso al Castello. Solo per un attimo.  Perché chi entra da quella porta, in quel Castello, sa che ormai da tempo non c'è musica, nessuno balla... e dalle moribonde tastiere dell'unico pianoforte dell'ospedale, alcuni meravigliosi ragazzi strimpellando note inconsulte la loro musica nella testa la immaginano molto diversa. Chi ha osservato e vissuto anche solo per un pò con  i ragazzi di Gornja Bistra ha una ragione nel cuore che li spinge a tornare, come i volontari italiani che quando non possono ripetere il loro viaggio fisicamente, lo rifanno con il cuore all'infinito. I ragazzi di Gornja Bistra però hanno bisogno che ci siano anche altri.  Coloro i quali  potrebbero cambiare l'Ospedale ed il suo stato reale di degrado.  Manca il personale adeguato per gli oltre cento ragazzi che vivono lì.  Mancano le risorse economiche per rinnovare le attrezzature mediche antiquate ed insufficienti.  Manca molto altro... ma il mondo non lo sa. Lucia D'Aleo

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"Una favola senza lieto fine"

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